IMOLA dimentica la CULTURA!

 

 

Grazie all’Amico Riccardo MONDINI che ci segnala questa ulteriore mancanza ed insensibilità  CULTURALE che l’amministrazione di Imola (guidata dal Sindaco Daniele Manca) dimostra.

Pietro Luigi Crasti

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CARI AMICI

 

Abbiamo girato un breve video per ricordare il pittore Futurista M.Guido Dalmonte (indicato con la freccia gialla mentre Marinetti con quella verde) volutamente dimenticato per 60 anni dal Comune di Imola in quanto ritenuto dai comunisti di allora e di oggi  non degno di essere celebrato.

La sua arte sconosciuta ai più, non è stata esaltata come i due “astri dell’arte circondariale” Margotti e Sartelli,per capirci quello che buca le lamiere nella rotonda del S Zennaro,

Dopo anni di nostre insistenze con ordini del giorno articoli sui giornali, La Giunta di sinistra si è degnata di mettere in piedi questa mostra ai chiostri di S Domenico con scarsa pubblicità sui giornali nazionali e sulla rete, quasi fosse un atto subito e fatto a malincuore.Mancano molte opere tra le più significative, ad esempio i pannelli sul lavoro e il risparmio della ex Cassa di Risparmio che erano appesi in agenzia ce ne rammarichiamo, manca ancora il catalogo.

Per tutta la vita il grande pittore imolese morto nel 1990 è vissuto nella nostra città senza un riconoscimento ufficiale da parte del Comune pur avendo scritto alcune pagine del futurismo internazionale, con amici come Balla, Marinetti, Ginna, Tato, Carrà e avendo promosso e esposto in mostre a Parigi, Berlino, Venezia  e in America.Con tutti i soldi che si spendono per la cultura di massa tanto cara alla sinistra perché Imola non fa nascere più persone di valore come Dalmonte?

Per quale motivo un tempo senza soldi Imola era all’avanguardia in molti campi e oggi vive una lenta decadenza?

La risposta ci sembra semplice, solamente il dissenso, la provocazione, l’intelligenza, l’anticonformismo creano arte,la supina accettazione e la mancanza di fantasia sfornano la continua ripetizione delle solite cose le quali inibiscono l’espressione delle persone di valore che scappano altrove.

Il video si può vedere cliccando su  http://www.youtube.com/watch?v=BvybE4L4GkU                                           

Grazie per l’attenzione 

f.to Riccardo Mondini

 

IMOLA dimentica la CULTURA!ultima modifica: 2010-02-21T10:28:00+00:00da plcrasti
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3 pensieri su “IMOLA dimentica la CULTURA!

  1. Bravo Dalmonte e bravo Mondini!
    Il Futurismo è un pezzo della cultura e dell’arte prodotta nel nostro Paese e che il mondo ci può solo invidiare.
    Non si capisce quindi perché debba essere considerato più artista, ad esempio, un Benigni con le sue “finezze” da avanspettacolo tipo le toccate alle parti intime di Pippo Baudo, che un artista come Guido Dalmonte.
    Naturalmente ai sinistri non piace neppure pensare che qualcuno che non fa parte della loro parte politica possa essere definito artista, perciò l’ostracismo è garantito a chiunque, fosse anche Leonardo da Vinci, non sta all’ombra della loro bandiera.
    Il Futurismo è stato un movimento artistico che ha portato grandi novità in tutti i campi dell’arte tant’è che qualcuno ha pur deciso di ricordarlo con la stampigliatura dietro le monete da 20 cent.
    Purtroppo lo stolido ostracismo della sinistra verso ciò che non può considerare “suo” si esplica non solo nell’arte ma anche in mille altre cose, dai nomi delle strade fino ad altre sottili cattiverie (difficile credere che siano casi fortuiti) come, ma non soltanto, il non aver reso adeguati riconoscimenti a Checco Costa, “inventore” dell’Autodromo di Imola, poi dedicato non si sa bene perché a Dino ed Enzo Ferrari che con Imola non hanno certo avuto troppo a ché fare, e neppure a suo figlio, l’eccellente Dr. Costa che per una vita si è prodigato per assistere a bordo pista i corridori motociclisti con la sua impareggiabile Clinica Mobile della quale è stato l’inventore.
    Non so se i Costa padre e figlio siano politicamente connotati ma, dato il trattamento ricevuto, credo si possa supporre che non sono dei “loro”.
    Chiudo con un Evviva all’Arte e all’Ingegno e un “Vergogna!” a tutti i settari che prima di riconoscere l’Arte e l’Ingegno vogliono vedere a quale partito queste appartengono!
    F.P.

  2. http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/wcm/ibc/eventi/dalmonte.htm

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    Mostre e rassegne
    Mario Guido Dal Monte. Dal Futurismo all’Informale, al Neoconcreto, attraverso le avanguardie artistiche del Novecento

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    Al Museo di San Domenico dal 19 dicembre 2009 al 5 aprile 2010 è possibile intraprendere un viaggio nelle avanguardie artistiche del Novecento, raccontate da oltre 180 opere di Mario Guido Dal Monte (Imola 1906-1990), tra dipinti, sculture, ceramiche e bozzetti, a fianco di documenti, fotografie e testimonianze, attraverso la ricostruzione dei molteplici svolgimenti della sua opera a partire dalla prima mostra con opere futuriste del 1926 a Imola fino alla ultima monumentale opera “neoconcreta” realizzata nel 1988, a due anni dalla scomparsa.
    Personalità segnata dall’inquietudine della ricerca e da una curiosità mai appagata, Dal Monte in modi originalmente personali è spinto sempre a nuove esperienze e attraversamenti, dal Futurismo al Realismo magico, dall’Informale, all’Optical, fino all’esperienza “neoconcreta” degli ultimi anni che dimostra un ancora intatto vigore creativo e una propria forte e coraggiosa indipendenza.
    Questa mostra per la prima volta fa conoscere anche la ricca produzione dello studio “Magudarte”, studiato in questa occasione da Claudia Pedrini, esempio significativo di casa d’arte futurista a Imola, interessato dall’oggettistica alla moda, alla pubblicità, dalla pittura murale all’arredo e all’architettura. A illustrare questa sua esperienza saranno esposti per la prima volta oltre sessanta bozzetti eseguiti con varie tecniche e caratterizzati da una grande capacità comunicativa.
    Un contributo importante alla conoscenza dell’artista deriva anche dalle numerose nuove scoperte di interessanti dipinti conservati presso privati imolesi e i ritrovamenti di altre opere recuperate sul territorio italiano credute scomparse, come alcuni quadri che Dal Monte regalò allo scrittore futurista Mario Carli o quello che il podestà di Imola Ginnasi acquistò nel 1930. Ritrovata infine una bella ceramica futurista a Catania che verrà esposta per la prima volta a fianco di quelle proprietà del Museo Gatti di Faenza.
    Con questa mostra Imola ritrova uno dei suoi maggiori autori, che scelse di vivere e abitare nella sua città nonostante il suo lavoro di artista lo portasse lontano, grazie all’apprezzamento in tutta Italia e ai numerosi rapporti con le maggiori personalità del mondo dell’arte a partire da Marinetti, Balla, Depero, passando da Soldati e Reggiani, Chagall e Kandinski, fino a Piero Manzoni, Vedova, Santommaso, Guttuso, rapporti che coltivò sempre pur vivendo nella sua amata Romagna.

    La mostra è corredata da un volume edito da Silvana Editoriale che sarà presentato da Enrico Crispolti il 27 febbraio 2010 alle 17.30 nell’auditorium di San Domenico.

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