VILIPESA a Venezia la lapide ai Martiri delle Foibe

E’ un profondo sdegno ciò che provo dopo aver visto l’abuso ai danni di un monumento richiesto dalla cittadinanza di Marghera. Una vergogna che Marghera non può accettare e che sicuramente non condivide.

Sono stanco di dover sopportare l’abuso di pochi che inneggiano ancora cose di cui si impossessano senza nemmeno capire ciò che hanno significato. Un monumento come questo è un luogo fisico su cui poter pregare per dei morti mai più consegnati ai propri cari, piuttosto che un monito alle generazioni future perché ciò non avvenga più. La storia dovremmo conoscerla tutti, vado oltre l’assenza delle scuole all’ultima commemorazione, qui non servono progetti, qui serve ricordare, far conoscere, sapere.

Talvolta mi piglia il dubbio che manco gli insegnanti sappiano. Ma l’abuso non lo accetto, né come figlio e nipote di esuli, né come segretario del PSI di Marghera e men che meno da cittadino. Ho deposto un mazzo di rose come sono solito fare il giorno del ricordo e a novembre per i morti, hanno rubato anche quello assieme alla corona dell’ANVGD (ndr: una delle storiche associazione degli Esuli) e con questi hanno usurpato la memoria a dei morti, morti che non possono essere classificati in classi di serie A o Z, semplicemente dei morti. Caduti per aver portato una divisa o più semplicemente per essere cittadini italiani che non volevano lasciare la propria citta natia che la storia aveva consegnato all’Italia.

Confido nelle forze politiche tutte affinché, oltre ad affidarsi alle solite frasi di rito, neghino la copertura a queste bande di teppisti, lasciando che le Forze dell’Ordine consegnino alla giustizia questi perfetti ignoranti. Vergogna!!!!

 Gebbani Rubens – Venezia

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VILIPESA a Venezia la lapide ai Martiri delle Foibeultima modifica: 2010-02-15T14:07:00+00:00da plcrasti
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3 pensieri su “VILIPESA a Venezia la lapide ai Martiri delle Foibe

  1. Non stupitevi: forse non avete mai visto le scritte “uccidere un fascista non è un reato” oppure “fascista, basco nero, il tuo posto è al cimitero”? Ce ne sono anche altre ma come campionario dell’imbecillità queste due possono bastare. Voglio dire che chi ha istigato o anche semplicemente tollerato queste cose, poi non venga a fare il “vergine” magari qualificandosi come appartenente al ben noto partito “di lotta e di governo”.
    Per anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale criminali comunisti hanno ammazzato o anche soltanto angariato in mille modi chi non era dei loro. Nel Sessantotto, quando già sentivano l’odore di TUTTO il potere, mandarono avanti orde di studenti sfaccendati ai quali avevano raccontato un sacco di fandonie. Di lì a poco lo slogan “uccidere un fascista non è un reato” fu messo in pratica e non pochi giovani militanti del MSI furono uccisi dai combattenti di sinistra. Ricordate? Sprangate in testa, colpi di arma da fuoco e, al culmine del delirio, la benzina per bruciare vivi due fratelli colpevoli solo di essere figli del segretario di una sezione Romana del MSI. I due BASTARDI colpevoli di quell’omicidio efferato sono ancora in circolazione, pare in America Latina: si chiamano Lollo, Grillo e Clavo, tutti estremisti di sinistra; spero che possano finire le loro miserabili vite in galera ma ci credo poco considerate le non poche “simpatie” delle quali godono e senza le quali non sarebbero riusciti a squagliarsela come hanno fatto.
    Se avete stomaco guardate http://europanazione.files.wordpress.com/2009/06/rogo1.jpg per vedere i bei risultati dell’odio comunista! E’ tutto inutile: in troppi si sono dati da fare per spegnere la memoria, per far dimenticare la barbarie di “gente” ubriaca di odio ideologico che nessuno si premura di emarginare.
    In un quadro desolante come questo non c’è da stupirsi che qualche idiota e vigliacco prenda una bomboletta e scrive le idiozie che si vedono nella foto: caro Gebbani, cosa vuol pretendere? Cosa s’aspetta da gentaglia cresciuta a pane e odio? Cosa aspettarsi se nella cittadina di Imola, in provincia di Bologna, un sindaco ed una giunta, tutti rossi, hanno decretato la demolizione di un monumento ai Caduti (spesa, pare, oltre i 2 milioni di euro) ufficialmente perché abbruttiva la piazza ma in realtà perché veniva considerato un monumento fascista. A nulla è servita la raccolta di firme dei cittadini contrari alla demolizione tanto fra i rossi era ormai condivisa l’idea che si trattasse di vestigia fasciste e quindi da eliminare.
    In ogni caso grazie per il suo sdegno: se tutti fossero come lei il mondo andrebbe meglio.
    Carlo S.

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