la SUB-CULTURA dell’ODIO e.. i troppi “matti” in circolazione

Con questo articolo, oggi 26 dicembre (buon Santo Stefano a tuttii lettori) comincia la collaborazione con “ETTORE”, capace, lucido e puntuale osservatore della vita politica e sociale. Come sempre potrete commentare in calce all’articolo cliccando su “commenti” (a breve lo farò anch’io).

Buona lettura,

PIETRO LUIGI CRASTI

 

Tutte le rivoluzioni, a parte quella d’Indipendenza Americana, hanno avuto la caratteristica comune di voler cambiare l’Uomo. Per fare questo sono spesso state introdotte cose fra il fantasioso e il totalmente imbecille anche se, va detto, si finisce per definire “fantasioso” ciò che non fa danni e di cui si può ridere e “totalmente imbecille” il resto. Ad esempio ai tempi della Rivoluzione Francese ci fu chi si divertì a riformare la misurazione del tempo cancellando le settimane, che furono sostituite dalle decadi, e rinominando i mesi con nomi tipo Nevoso in sostituzione di Dicembre e Vendemmiaio in sostituzione di Settembre. L’utilità del cambiamento è evidente, difatti il tentativo è rimasto fra i deliri di chi voleva cambiare tutto.

Un po’ come si sta facendo oggigiorno da noi: i bastardini sono diventati meticci acquistando grande dignità contro i cani di razza e gli omosessuali si chiamano gay anche se la “peculiarità” del loro modo di intendere il sesso è sempre quella.

Per riderci su vale la pena ricordare il comico Lino Banfi che in un suo film si chiedeva se, considerato che i craniolesi sono quelli feriti alla testa, i tirolesi sono quelli ai quali non tira più. “Umorismo di basso livello” diranno i soliti intelligenti di sinistra che invece trovano tanto bravo Benigni, cioè quello che in diretta TV mise una mano sull’attrezzatura sessuale di Pippo Baudo. Che finezza!

Ma non divaghiamo altrimenti vi stufate di leggere e passate a siti più “ludici”.

Abbiamo detto che tutti i rivoluzionari vogliono cambiare l’Uomo. E’ così: il comunismo creò l’uomo ateo, lavoratore e schiavo dello stato onnipotente, Hitler cercò addirittura di affinare geneticamente la razza oppure, scendendo sempre più verso l’inferno, un bastardo come Pol Pot si limitò ad eliminare chiunque non la pensasse come lui. E poi chi non ha visto “L’Ultimo Imperatore” di Bertolucci? Lì si vede il “buon dirigente del Partito” che non spara al deposto Pu Yi -certe volgarità le facciamo solo noi Italiani- ma lo “redime” trasformandolo in giardiniere. Peccato che Bertolucci nel suo film bello, secondo me, più per le scenografie che per tutto il resto, abbia omesso del tutto di ricordare i milioni di Cinesi sterminati dall’avvento del comunismo in Cina…ma a un cuore comunista non si comanda, no?!

Quello di cambiare l’Uomo, quindi, è un leitmotiv di tutti i totalitarismi, compreso quello che tentò di affermarsi in Italia nel 1968 e negli anni immediatamente seguenti come quel 1978 quando la Legge Basaglia sancì la chiusura dei manicomi sostenendo la tesi che, in pratica, i malati di mente non esisterebbero. Così quelli che venivano definiti “matti” divennero “mentalmente disturbati” o “psicolabili” o diosaché, col risultato che persone che avrebbero avuto bisogno di essere tenute sotto controllo sono invece finite in mezzo alla società coi risultati che sono poi andate ad alimentare le cronache.

Facciamo un salto di oltre trent’anni ed arriviamo ai giorni nostri: un uomo psicologicamente disturbato aggredisce e ferisce certo, in modo non lieve, il Presidente del Consiglio. Pochi giorni dopo una ragazza con problemi psichici per la seconda volta salta le transenne in San Pietro tentando di raggiungere il Papa che finisce a terra assieme al Cardinal Etchegaray: nessun danno al Santo Padre ed un femore rotto per Etchegaray. A questo si aggiungono le decine di migliaia di imbecilli che sulla rete inneggiano sia all’aggressore del Primo Ministro che alla ragazza Italo-Svizzera autrice del tentativo di aggressione (lei dirà poi che lo voleva solo avvicinare) al Pontefice.25_12_09 aggressione papa.jpg

A questo punto c’è da chiedersi se la Legge Basaglia abbia un senso.

Il solito lettore di sinistra dirà che è una polemica inutile e vecchia perché contro il progresso non si va. Già…il solito sol dell’avvenir che ha fatto più morti di un’epidemia di peste bubbonica! Invece bisogna rendersi conto che la Legge Basaglia ha fallito miseramente costringendo i malati di mente a vivere in una società che non è fatta a loro misura e dove finiscono solo per fare del male a sé stessi e agli altri. Quindi credo che i “manicomi” andrebbero rivisti ma non certo chiusi e credo che chi non è capace di badare a sé stesso debba essere tenuto all’interno di quelle strutture. Forse il Basaglia voleva entrare a far parte del club di quelli che cambiano i calendari, ma possiamo anche chiamare meticci i bastardini, tuttavia questo non cambierà ciò che sono. Anch’io potrei andare all’anagrafe e chiedere di cambiare il mio nome in Valentino Rossi, ma per saper andare in moto ci vuole ben altro!

Tutto questo per puntare il dito contro due aspetti di certa “cultura” che tanto piace alla sinistra.

Il primo come ho detto sopra è l’uso, secondo me sciocco oltre che ipocrita, di cambiare le parole, come se bastasse creare una diversa percezione verso persone, animali, fatti o cose per cambiarle: questa è un’emerita idiozia e i fatti lo dimostrano!

Il secondo è che se una persona è psicologicamente disturbata, deve stare sotto costante controllo e il non farlo crea una enorme responsabilità.

Ma poi c’è anche un terzo aspetto contro cui vorrei puntare il dito e cioè che a volte mi pare troppo comodo che persone autrici di gesti delittuosi se la possano cavare con quella che potrebbe essere una scusa e cioè, ad esempio, con la temporanea incapacità di intendere e di volere. Se qualcuno potesse essere temporaneamente incapace di intendere e di volere, allora nessun criminale andrebbe più condannato…vorrei provare a guidare a duecento all’ora in autostrada per poi dire che ero temporaneamente incapace di intendere e volere e vedere cosa mi risponderebbero gli agenti della Polstrada!

Prendiamo il caso dell’aggressore di Piazza Duomo, quel tipo che per poco non è riuscito a spaccare la testa a Silvio Berlusconi. Beh, in casa la Polizia gli ha trovato documenti che mostravano dettagliatamente quali sarebbero stati gli spostamenti di Berlusconi. Voi che siete arrivati fin qui a leggere siete in grado di procurarvi lo stesso tipo di documenti? Io non ci riesco, non so voi…! E poi -l’avete notato?- Berlusconi era appena arrivato all’Ospedale che già i media definivano l’aggressore come una persona mentalmente disturbata…un po’ come quando, solo pochi minuti dopo un attentato, già si parlava della matrice fascista o diosaché. Ma come faranno certi cosidetti giornalisti? Hanno forse la sfera di vetro? Mah.

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Tornando all’aggressore di Berlusconi, mi spiegano come si fa a tentare di chiudere la storia dell’aggressione al Premier con una diagnosi di presunto disturbo mentale solo un attimo dopo l’accaduto e a dispetto di ciò che poi gli Investigatori gli hanno poi trovato in casa oltre che in tasca? Strano, no?!

Per chiudere il discorso lasciatemi dire che è troppo comodo bollare certe persone come “mentalmente disturbate”e poi chiudere anche il caso proprio perché persone di quel tipo non sarebbero perseguibili! Proviamo a pensare a Gavrilo Princip, l’autore dell’attentato di Sarajevo che fu la scintilla che scatenò la Prima Guerra Mondiale. Era pazzo Princip? Mah, difficile dirlo dopo un secolo; certo è che quella Guerra costò seicentomila morti solo all’Italia. Forse Gavrilo Princip era pazzo, ma allora andava rinchiuso lui in manicomio e in galera quelli che con incitamento, connivenza e quant’altro si possono identificare come complici perlomeno morali. Se così fosse stato fatto si sarebbe forse evitato il bagno di sangue della Prima Guerra Mondiale. Proprio per lo stesso motivo sarebbe bene che persone definite incapaci di badare a sé stesse -se così veramente sono- venissero tenute sotto adeguato controllo e non lasciate andare in giro come se fossero allegri turisti che si comprano i souvenir del Duomo di Milano. Analogamente, però, quelli che li incitano -e non sono solo in rete- dovrebbero essere messi a tacere qualora non abbiano il buongusto e il buonsenso di capire da soli quali danni fanno con il loro aizzare la gente contro i loro “nemici” personali. Purtroppo i troppi decenni nei quali si è tollerata la demonizzazione di qualsiasi avversario hanno prodotto un clima talmente avvelenato che neppure i più buoni propositi dei politici, per ora limitati solo ad alcuni di loro, saranno sufficienti ad evitare il ripetersi di gesti criminali. Mi vengono a mente i non pochi giovani morti anzi ammazzati dall’odio politico negli anni dopo il 1968 e dei quali non si parla più o si parla solo per bollare quelli di destra come criminali mentre si glissa sugli altri…tant’è che l’ineffabile Lula pare si prepari a tenere quel delinquente di Cesare Battisti sotto la sua protezione. Certo che non sarebbe un buon esempio, ma ormai il vaso di Pandora dell’idiozia è stato scoperchiato e quindi ci si può attendere di tutto.

Se non si troverà il modo di calmare veramente gli animi, potremmo finire in una nuova guerra civile perché la gente è esasperata e la rabbia di ognuno viene nutrita anche dagli effetti nefasti della peggior crisi economica mai vista a memoria d’uomo. Questa può essere una miscela esplosiva e quindi tutti i professionisti dell’odio farebbero bene a cambiare radicalmente tono, magari scusandosi per aver soffiato sul fuoco.Ad esempio idiozie come il NO B DAY non possono essere definite dimostrazioni di dissenso politico, ma vanno anzi bollate come vere e proprie fucine di odio e i responsabili andrebbero additati agli Italiani con chiarezza oltre che facendo nomi e cognomi da parte di chi deve essere l’arbitro, cioè dal Presidente della Repubblica.

Se questo non verrà fatto, l’odio continuerà a serpeggiare e l’aggressione al Premier e quella al Papa diverranno l’ispirazione per atti più determinati che potrebbero scatenare la reazione degli Italiani. E quello sarebbe il guaio estremo.

Per questo, se ci sono dei “disturbati” in circolazione, che qualcuno se ne prenda cura e se ancora c’è chi sparge odio, tipo il tribuno molisano, che la smetta e se ha qualcosa da dire che la dica in Parlamento, magari in un Italiano comprensibile!

Ettore

 

la SUB-CULTURA dell’ODIO e.. i troppi “matti” in circolazioneultima modifica: 2009-12-26T17:08:00+00:00da plcrasti
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