Riflessione sulla sinistra (e non solo)

Sono un uomo con la sua visione delle cose, della vita. Tento di rapportarmi con gli altri al meglio delle mie possibilità e capacità, fino ai limiti delle mie potenzialità…è naturale che non sempre ci riesco, anche se vorrei.
foto_plc_convegno_Macerata.jpgHo delle convinzioni.  Con queste righe, cerco di trasmettervi delle considerazioni, suscettibili di essere emendate da ciascuno…sono pronto al confronto e quindi altrettanto pronto a trovare un punto di incontro, una mediazione con il / i miei interlocutori.

Sono convinto moltissimo di una mia affermazione che sto per riportarvi di seguito. Essa non è il risultato di una “boutade”, perché stamattina mi sono svegliato e mi andava di dirla…no, no, niente di tutto questo. Essa è frutto di esperienza vissuta nei miei 47 anni. Tocca le vicende della mia famiglia, costretta a divenire profuga in Patria perché fuggiva da una regione italiana come l’Istria che nel 1947 veniva ceduta dal nostro governo ad uno Stato straniero: la nascente Repubblica Federativa di Jugoslavia, voluta ad ogni costo da Josip Broz detto “Tito”…mio nonno Luigi (di cui porto fieramente il mio secondo nome, grazie padre per avermi battezzato così!) venne ucciso a 51 anni. Non era una morte causale, accidentale, faceva invece parte della volontà di far scorrere sangue, di cui i partigiani comunisti slavi assieme a quelli italiani di Togliatti ne erano protagonisti in pieno. Oggi la chiameremo PULIZIA ETNICA CONTRO GLI ITALIANI. Ieri lo chiamavamo genocidio. Decidete voi il termine, di questo si trattava. Mio nonno era soltanto uno di quelle 10-15.000 vittime. La maggior parte gettate nelle voragine sotterranee che in Istria esistono: le Foibe ma anche annegati al largo della Dalmazia, decapitati, fucilati…insomma il libero arbitrio sanguinario era nelle mani e nella fantasia di queste persone.

Il caso, forse il destino?…(una beffa penso ancora oggi?) mi ha portato a vivere da quando ho compiuto il mio 18 esimo anno di età in Emilia-Romagna, terra che dal dopoguerra ha scelto di stare dalla parte dei partigiani comunisti e della loro cultura politica,…sì gli stessi, proprio quelli che nelle terre della mia famiglia compivano le stragi.
Oggi voi gente di sinistra (parlo anche a voi) siete diversi, il partito ha fatto sparire quel nome “comunista” che si lega a tanti misfatti. Altri lo usano ancora e questo può solo che farci rabbrividire. Comunque voi, che siete la maggioranza, siete cambiati…ma la domanda che vi pongo è: SIETE MIGLIORATI? AVETE PRESO LE DISTANZE da quella ideologia?

Vi ho incontrato, conosciuto in diversi. Devo dire che alcuni brillano per moderazione ed equilibrio e soprattutto per saper biasimare con fermezza quel periodo storico zeppo di brutture umane. Durante la mia prima esperienza come consigliere comunale a Mordano, nel 1999, ho avuto modo di lavorare con una donna: SARA BRUNORI, appartenente a quello che oggi si chiama P.D. (partito democratico). Nei pochi mesi di lavoro assieme apprezzai la sua volontà al dialogo, non quella ipocrita e fasulla che altri mi proponevano, quella reale, pronta a mediare sulle rispettive posizioni che erano diametralmente opposte. La BRUNORI era all’epoca assessore al bilancio di Mordano, oggi è Sindaco di Castel San Pietro Terme (provincia di Bologna) come risultato delle recenti elezioni del 6-7 giugno.
Sono convinto che diversi di voi – uomini e donne – che militate a sinistra avete in cuor vostro la volontà di perseguire una strada migliore di quella del passato ma allora AFFERMATELO, COMUNICATELO!!!….non trinceratevi dietro le polemiche  antinazionali  del vostro leader FRANCESCHINI. Abbiate il coraggio di cambiare in meglio l’Italia, in meglio il vostro paese in cui vivete, prendendo posizioni nuove e coraggiose all’interno del partito. Non importa l’età anagrafica che avete: siate giovani di spirito e non vecchi nei modi e nelle proposte.

Veniamo alla frase che volevo comunicare, per me è un’occasione di riflessione utile : “Gli ENTUSIAMI non vanno mai spenti perché portano con sé il FUTURO!…a patto però che non vengano compromessi dalla pavidità e dalla mediocrità che viene da sé stessi o da altri”.

Tra i 60 comuni della provincia di Bologna, quello di DOZZA è uno dei pochi che può avere questa opportunità. Un occasione in cui tutti, nessuno escluso, possono lanciarsi in avanti, verso un dialogo politico audace, con novità che richiedono però il coraggio ed l’intraprendenza di uomini e donne che lo desiderano per davvero.

Riflessione sulla sinistra (e non solo)ultima modifica: 2009-06-19T10:46:00+00:00da plcrasti
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