19/01/2012
Le ragioni del mio NO politico ed umano a Roberto Maroni.
Vero, non sono nessuno ma è anche vero che sono un cittadino italiano. Per nascita e per scelta, per storia e da generazioni, quindi ho il diritto di dire la mia (chi non vuole può sempre contestarmi, cancellarmi, bannarmi..). Ieri l’ex-Min.Roberto Maroni ha dato prova di incamminarsi su un percorso politico ed umano che emana una chiara volontà di TRADIMENTO e FALSE AZIONI, il tutto per obiettivo personale.
Aver scelto di apparire (per la 2 a volta) sul programma di sinistra di Fabio Fazio su RAI 3 ieri sera 15/01 alle ore 21, dopo la sua controversa scelta di andare in linea divergente dal capo politico della Lega Umberto Bossi, è già di per se:
1) UNA EVIDENTE DICHIARAZIONE DI GUERRA, perché se si ha qualcosa di dire ma si rispetta la persona con cui ci si trova in divergenza, correttezza umana e politica vorrebbe che si incontri e si parli con la persona in questione, trovando una soluzione. Scegliere una piazza pubblica come la TV DI STATO vuol dire andar in direzione opposta a questa, cioè la volontà di scontro, di fare guerra
2) UNA VOLONTA’ DI “PRENDERE IL POSTO DEL CAPO”, infatti ha affermato chiaramente di fronte ad un Fazio sorridente (sbeffeggiante…direi e se si sbeffeggia Bossi si deride la Lega tutta) che SONO NECESSARI I CONGRESSI. Ciò significa una cosa sola: che Maroni vuole contarsi perché ha fiducia di avere i numeri sufficienti per sbalzare di sella Umberto Bossi. Ho il sospetto che durante il suo pur eccellente lavoro di Ministro, si sia dedicato al contempo a “fidelizzare” uomini sul territorio per arrivare a soddisfare questo suo obiettivo
3) UNA DIMOSTRAZIONE SUL SIGNIFICATO D’USO DI FRASI MELENSE E SORRISI TIMIDI, non fanno altro che consolidare le intenzioni di cui sopra. Confermando tali modalità che sono il contrario del coraggio, rispetto, coerenza ed invece piuttosto modi nel segno di un fare subdolo che tende a disarmare l’avversario per colpirlo in seguito
4) UNA CERTA INTENZIONE DI ACCATTIVARSI LA SINISTRA, altrimenti perché recarsi in una sede come quella della trasmissione di Fazio? Che si sia convinto l’ex Ministro che essendo in apparente declino Berlusconi e debilitato fisicamente Bossi, fosse giunto il momento di APPROFITTARE MENISCHINAMENTE della debolezza dei sue leaders per farsi avanti?
5) UN’IMITAZIONE COMPORTAMENTALE DEL SUO COLLEGA ex-ALLEATO FINI, idolo “badogliano” dei giovani inconsapevoli senza memoria storica, i quali sono convinti che sia necessario ad un certo punto UCCIDERE IL PADRE per costruirsi un futuro.
f.to Pietro Luigi Crasti
10:33 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, Lega Nord, MANES BERNARDINI | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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25/10/2011
votate le poesie bolognesi (ne ho scritta una "BOLOGNA D'ITALIA")
La bontà della giuria mi ha inserito tra i finalisti del I°CONCORSO LETTERARIO "GUIDO ZUCCHI" indetto dall'associazione bolognese "SUCCEDE SOLO A BOLOGNA" (con il patrocinio del Comune e del q.tiere San Vitale).
Le poesie sono esposte fino al 24ottobre presso il caffé dell'Accademia di Bologna.
Ognuno di voi può votare tre poesie al giorno. In seguito, dal 24 al 31 ottobre le poesie verranno pubblicate sulla pagina facebook dell'associazione promotrice (www.facebook.com/succedesoloabologna) dove potranno essere ancora votate.
Ti chiedo di partecipare e di votare una delle poesie, quella che ti piace di più....se poi la mia sarà di tuo gradimento, ne sarò felice! :)
LINK PER VOTARE MIA POESIA
https://www.facebook.com/event.php?eid=170492266368039#!/...
un caro saluto,
pietro (in allegato sopra la mia poesia "BOLOGNA D'TALIA")
16:02 Scritto da: plcrasti (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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30/03/2011
Lega Nord Bologna: OFFESA!!
La Lega Nord stamattina alle 8.30 circa ha subito un OFFESA, un MALTRATTAMENTO che si è manifestato nel danneggiamento in tante parti del vetro che costituisce la porta d’ingresso della nuova sede elettorale, inaugurata solo pochi giorni fa (il 18 marzo) dalla vice-presidente del Senato Rosi Mauro e dal deputato Angelo Alessandri, venuti anche per l’annuncio ufficiale che il partito sosteneva unito Manes Bernardini , quale candidato sindaco di Bologna.
Tale atto dimostra che:
1) c’è chi si contrappone ad un partito politico anziché con strumenti democratici mediante il mezzo della violenza
2)la Lega Nord può ritenersi vittima, in quanto parte offesa e maltrattata, che mai ha usato simili mezzi per contrastare il proprio avversario politico
3)non si tratta di semplici vandali generici perché l’obiettivo è una sede di partito quindi le motivazioni per quanto biasimevoli hanno un’origine politica
…queste le mie prime considerazioni a caldo. Voi cosa ne pensate?
19:59 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A, Lega Nord | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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28/03/2011
MEROLA: ma bona lè!! (2a "merolata")
Riporto da "La Repubblica di domenica 27/03/11":
"La gaffe di ieri sul Bologna calcio sembra aver messo Virginio Merola sotto pressione più di quanto il candidato sindaco del centrosinistra non voglia dimostrare. E anche questa mattina negli studi di Etv, ribadendo che "è una cosa di tre giorni fa" e che "è stato un errore", Merola per un attimo ha rischiato di finire di nuovo nel pallone. "In trasmissione stavo dicendo che spero il bologna torni in serie b...", Comincia Merola. "In serie A", lo corregge il giornalista in studio. "Sì, in serie a", raccoglie Merola"
Che dire? per un futuro sindaco così non credo che i bolognesi potranno tanto far salti di gioia.
Ripeto, non è la mancata informazione calcistica in suo possesso che mi sconcerta ma è piuttosto la MANCATA POCA SERIETA' dimostrata.
E' mia convinzione che:
1) se una persona non sa una cosa, sempliceme non la dice. Invece Virginio Merola del PD la pronuncia comunque;
2) se ci si rende conto dell'errore lo si riconosce, punto. Si cerca di non ripeterlo. Invece Virginio Merola lo rifà!
..se per il primo trattasi di mancanza di serietà per il il secondo è mancanza di assunzione delle proprie responsabilià.
Come inizio per un candidato sindaco niente male, che ne pensate?
17:13 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A, sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/03/2011
immigrati o MIGRANTI (operazione demolitiva-comunicativa "sinistra")
Avete senz'altro notato che un numero sempre maggiore di giornalisti non usa più il termine IMMIGRATI bensì quello di MIGRANTI. Vi siete chiesti il perché?..cosa sia successo? il vocabolario è cambiato? i macchinari tipografici rifiutano la parola in questione?
Niente di tutto ciò.
La sinistra politico-culturale quando perde gli argomenti non si arrende, usa altre strade.
Quando non riesce con le regole democratiche, non desiste, trova altri modi.
Realizza una semplice operazione quella di cambiare l'uso delle parole (vedi immagine).
Siccome la progettualità politica sull' IMMIGRAZIONE viene vinta dal centro-destra, in particolare Lega Nord, con uno dei suoi migliori Uomini - il Ministro Maroni - e non potendosi contestualmente evitare di usarla perché il fenomeno è emergente e contingente, insomma esiste, non se ne pu fare a meno di usarla.
Ecco che allora prende corpo l' OPERAZIONE DEMOLITIVA-COMUNICATIVA "sinistra"
1) si prende la parola IM MIGRATI,
2) si toglie le lettere I ed M
3) si aggiunge una N come terzultima lettera
4) ecco fatto, la nuova parola è MIGRANTI
..sembrerà una schiocchezza ma all'orecchio distratto appare che si parli non più di stranieri che giungono con le forme illegali, illecite che conosciamo ma di altro, che il tema e l'evento sia altra cosa.
L'inganno è compiuto, il campo politico viene cambiato e qui la sinistra può sperare di cominciare una sfida apparentemente nuova ma già democraticamente avviata in altra direzione.
Pietro Luigi Crasti
19:13 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A, Immigrazione, Sicurezza | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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MEROLA ma sa dit?? (1a "merolata")
La recente dichiarazione/scivolone di ieri ai microfoni dell'emittente bolognese di PUNTO RADIO, cioé qella pronunciata da VIRIGINIO MEROLA relativa all'amata squadra di calcio locale: "spero che il Bologna vada in serie A" , la ritengo grave, grave davvero ma più per ciò che rappresenta dell'uomo che per la frase in se.
Colui che si candida a guidare una grande città come Bologna non sa che la squadra rosso blù è in serie A già dal 2008!?!
Vedete...si potrebbe passare sopra al fatto che non si può sapere di tutto ma ciò che preoccupa è la SERIETA' del candidato sindaco! Se una persona non è sicura di una cosa, non la dice e dice solo quel che sa.
A questo punto potremo immaginare in futuro (tocchiamo ferro..o altro per i superstiziosi) che se fosse davvero sindaco potrebbe pronunciare altre emerite schiocchezze. Dichiarazioni, parole non rispondenti al vero.
I CITTADINI hanno bisogno di verità, di capire e conoscere per poter essere coinvolti nelle scelte che li riguardano.
...siamo tutti pronti ed attenti a cogliere altre MEROLATE: segnaliamocele e diffondiamole tra noi.
Pietro Luigi Crasti
15:50 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in B O L O G N A, opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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19/03/2011
Bologna: SINDACO di centro-destra, CREDERCI!
CREDERCI.
E’ questo ciò che serve: CREDERE!
Noi della Lega abbiamo e stiamo dimostrando sia a noi stessi che alla nostra cittadinanza bolognese che, innanzitutto, primariamente e sopra ogni cosa è necessario dotarsi della convinzione per far qualsiasi cosa, per portare a termine un sogno, un progetto che ci si prefigge. Manes Bernardini, attuale commissario cittadino Lega Nord congiuntamente alla senatrice Rosi Mauro stanno compiendo una salto politico che Bologna non aveva conosciuto dal dopoguerra ad oggi (..eccezion fatta per il più pallido ed infelice tentativo civico di Guazzalochiano..). BOLOGNA ed i bolognesi meritano di essere amministrati da una forza politica innovatrice, una forza seria che mantiene ciò che promette. Dopo quasi 70 anni si stanno creando le premesse per un sostanzioso cambiamento in una città che sta stagnando nel suo immobilismo e nella sua capacità propositiva. La sinistra ha disastrosamente governato negli ultimi lustri e sta maldestramente riprovando a rigenerarsi ma…ha esaurito le idee, le forze. Non ha più persone capaci perché l’idea politica di base è rimasta vecchia e “vecchiamente” si oppongono al nuovo che avanza. E’ nella natura delle cose, quindi anche degli eventi umani: ad una stagione ne segue un’altra, quella della sinistra a Bologna sta per terminare. Avanti la nuova classe dirigente che si sta creando, grazie alla CONVINZIONE di poter offrire qualcosa, più che qualcosa di significativo e concreto alla nostra città.
18:07 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A, MANES BERNARDINI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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17/03/2011
17 marzo: PATRIOTI o TRICOLORISTI?
Credo che il TRICOLORE, oggi, con il 17 marzo sia morto.
Morto per come l'abbiamo conosciuto, dopo 150 anni dall'unità d'Italia. Nella giornata luttuosa di oggi ci consegna anche un MURO morale, di consolidata chiusura testimoniale per ciò che è stato e per quello che ancora poco gli resta da significare. Oggi che la nomeclatura SINISTRA ha decretato che SI PUO' E SI DEVE FESTEGGIARE, è diventato "affare ideologico". Per questo perde la sua vitalità e forza verso il futuro. Per questo diventa difficile continuare a crederci. Per questo smette di essere una questione sentita e che spontaneamente affratella un popolo. L'ironia mi farebbe attribuire alla nomeclatura l'epiteto di "TRICOLORISTI".
Lo dice uno che è di origine istriana. Chi conosce la storia d'Istria, Fiume e Dalmazia sa bene quanto possa costarmi scrivere queste righe ma...lo devo alla mia coscienza ed alla mia gente! Al mio popolo, quello italiano a cui appartengo per nascita, lingua e sangue.
Da una fine, sperabilmente può cominciare un inizio. Una ri-nascita dove ai tre colori si possa aggiungere una nuova e rivoluzionaria simbologia attraverso la quale emblematicamente possiamo tutti assurgere e sperare in una nuova Italia, dove alla parola unita possa essere sostituita quella più vitale di FEDERALE.
Pietro Luigi Crasti
00:11 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni | Link permanente | Commenti (6) | Segnala
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10/03/2011
Gli IMMIGRATI votano la sottoscrizione LEGA NORD
L'iniziativa contro il CARO BUS promossa dalla Lega Nord Bologna, sta mostrando enorme successo tra la cittadinanza.
Volevo farvi notare che il consenso è tale che anche gli IMMIGRATI si avvicinano ai nostri banchetti per sottoscrivere la petizione popolare che ormai ha superato oltre il migliaio di firme.
pietro luigi crasti
12:54 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A, Lega Nord | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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08/03/2011
Del Bono?Prodi...Merola?Bologna MAI PIU' A SINISTRA!
Credo che ormai molti cittadini bognesi l'abbiamo capito: la SINISTRA NON FUNZIONA PIU'.
Anche se faccio fatica provo per un attimo [pochi secondi..minuti non riesco :( ] a mettermi nei panni di un tipico elettore di sinistra/centro-sinistra (CHE LE' LI STESS). I miei così votavano, anch'io lì ho seguiti. Prima PCI, poi PDS, DS ed oggi P.D.PARTITO DEMOCRATICO.
Ci ho sempre creduto. La CGIL sul posto di lavoro mi ha aiutato quando ne avevo bisogno, magari un giorno chissà entro in qualcuna di quelle belle aziende dove ci sono amici (..ops, compagni di mio padre). Insomma che mi manca? Con la sinistra a Bologna si è sempre stato bene.
Ma siamo nel 2011. Vedo qualcosa che non mi torna più. Ho provato a convivere con la mia compagna, lavoravo solo io, lei un contratto precario ma la casa ACER dicevano che non avevamo un punteggio alto. Però AIO' VEST DE MARUCHEIN che sono dentro alla palazzina del comune. Ho avuto da sempre uno spirito ambientalista, quindi odio le auto e vado in autobus. Però, a parte qualche vecchietta ed io che timbravo il biglietto vedevo che non pagava nessuno. Dei controllori manco l'ombra! Pensavo "vuoi vedere che hanno tutti l'abbonamento?". Mi sà che faccio come loro, comincerò a non pagare. Poi ,parlano di CIVIS: mega nuovi autobus che costano e basta ma non risolvono il traffico urbano. Tutto costa, i parcheggi salatissimi, ecc.
Tolgo i panni. Torno me stesso. Caro amico di sinistra: vedi? la SINISTRA NON FUNZIONA PIU', ha ridotto così la città e non è più capace di dare risposte adeguate, quelle giuste, quelle che si aspettano i cittadini bolognesi, siano essi di Bologna che venuti da fuori e comunque desiderano continuare a risiedervi.
Alle prossime elezioni, forse meglio ricordare MAI PIU' A SINISTRA!
00:07 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, COMUNISMO et simila, sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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05/03/2011
la commissario CANCELLIERI su Bologna
Vorrei riflettere con voi sulle recentissime dichiarazioni del commissario ministeriale ANNA MARIA CANCELLIERI, posta da circa un anno all'amministrazione commissariale della città di Bologna in seguito alle dimissioni, per fatti giudiziari del sindaco Flavio Del Bono (cliccate qui per leggere l'intervista completa). Non possono lasciarmi indifferente le parole del comissario CANCELLIERI in quanto a la città di Bologna se non mi ha visto nascere mi ha comunque visto crescere. Per tale ragione desidero quindi offrire un mio contributo per migliorare la città assieme a tanti altri Amici ed Amiche, che prima di me e bene hanno creato le basi per un rilancio della città.
La comunità cittadina bolognese ha subito e sta subendo da tempo un attacco che l'ha portata a conoscere un degrado di ogni genere: sociale, qualitativo, economico e morale. Bisognerà abbattere:
1) quel "clima di rancori", con il quale diventa pressoché IMPOSSIBILE imbastire una qualsiasi progettualità per la città. La chiusura rancorosa è una NEGATIVITA' sociale che costituisce forse il più grave e pericoloso ostacolo ad una proposta a favore dellla città;
2) superare quello spirito "superconservatore di tipo preistorico", a causa del quale ogni innovazione diviene impraticabile. Alcune componenti si rendono responsabili di questo immobilismo perché ancorati a schemi superati di confronto sociale e politico.
Per far questo abbiamo bisogni di POLITICI NUOVI che inaugurino nella bella nostra città una nuova e più sana era politica.
Pietro Luigi Crasti
19:50 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, B O L O G N A | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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01/03/2011
BOLOGNA: abbassiamo le tariffe BUS...quando l'ATC non dà il resto al passaggero
BOLOGNA: abbassiamo le tariffe BUS, e...quando l'ATC non dà il resto al passaggero
Le attività mediante i banchetti di informazione politica le considero sempre molto interessanti. In questi giorni stiamo invitando i cittadini a sottoscrivere una petizione popolare contro il recente aumento delle tariffe degli autobus da parte della ATC (Azienda Trasporti Comunale). In un periodo di grave crisi economica ritengo gravissima e sbagliatissima una scelta simile da parte dell'azienda comunale che gestisce il trasporto pubblico urbano.
La raccolta firme sta avendo molto successo. Ai banchetti è spesso presente il commissario politico LEGA NORD di Bologna Manes Bernardini che assieme al partito e tuttii suoi militanti ha promosso e sostenuto l'iniziativa.
I banchetti di informazione politica sono utili ed importanti per una serie di motivi che vado a spiegarvi:
1) rimane il miglior mezzo per entrare e rimanere in contatto con la cittadinanza (il famoso "rapporto col territorio") ancorché dispendioso di tempo ed energie si rivela proporzionale all'investimento dato. Insomma ci sono delle soddisfazioni!
2) si ha il "termometro" della situazione (o se preferite "polso") infatti è possibile un ritorno in tempo reale sulla "bontà" dell'iniziativa: ...intendo cioé se si sta facendo più o meno bene e cosa eventualmente potrebbe essere suscettibile di miglioramento in merito;
3) è un'opportunità seria e concreta di venire a conoscenza di altre situazioni, problemi, lagnaze che si stanno verifcando o sono già accadute in varie zone della città...................................................................................
......................................................................................................................................................come quella riportata ieri sulla stampa ("IL RESTO DEL CARLINO" vedi sotto, del 28 febbraio). Infatti durante il banchetto che vedete nella foto (sono il primo a sinistra, col foulard verde al collo) un giovane cittadino, molto entusiasta della raccolta firme che stavamo promuovendo, oltre che sottoscrivere il modulo previsto, ha voluto informarmi su un grave episodio che si verifica a bordo degli autobus. Ci ha raccontato infatti che a in città si vendo i biglietti ad €.1,30 mentre per coloro che lo fanno a bordo dell'autobus 1,50. Il problema è che chimette €.2 non riceve il resto! ma come è possibile? Un'azienda ocmunale che non ha previsto e si "intasca" 50 centesimi in più????
L'evento è stato riportato al consigliere regionale MANES BERNARDINI e la stampa la rirpeso.
...ecco quindi un modo che, partendo dal banchetto finisce col portare la voce della gente, diventando di dominio pubblico. Mi sento in questo modo di aver svolto un buon servizio a favore degli altri.
Pietro Luigi Crasti
20:47 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ARTICOLI dalla STAMPA, Lega Nord, MANES BERNARDINI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/02/2011
incontro con OSCAR LUIGI SCALFARO (allora presidente della repubblica Italiana)
Vi racconto quella volta che partecipai assieme ad altre 40 persone - tutti Esuli giuliano-dalmati, a quel deludente ed amaro incontro con l'allora Presidente OSCAR LUIGI SCALFARO. La delegazione era guidata da DENIS ZIGANTE, allora Presidente delle sei associazioni riunite nella Federazione delle Associazioni degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani, Dalmati e Presidente dell'Unione degli Istriani (una delle meritevoli associazioni, unica ad aver avuto il coraggio pochi anni fa, con il suo attuale Presidente Massimiliano LACOTA a protestare per l’affissione della TARGA che oggi si trova al 1° binario della stazione di Bologna).
Era il 9 dicembre 1997. Cominciò così.
DENIS ZIGANTE salutò l’allora presidente della Repubblica OSCAR LUIGI SCALFARO, ringraziandolo per l’incontro che avveniva pochi mesi dopo le manifestazioni di Trieste, avvenute nel mese di settembre, nella splendida piazza dell’Unità d’Italia a Trieste. Quel giorno Donne e Uomini, per lo più anziani manifestavano contro l’iniquo trattato che 50 anni prima (10 febbraio 1947) cedeva le Terre Italiane di Istria, Fiume e Dalmazia alla nascente Repubblica Federativa di Jugoslavia. Fù la mia prima volta, la prima volta in vita mia che protestavo. Urlavo a gran voce insieme ai giovani dell’ADES (associazione che avevo costituito 3 anni prima e che ho avuto l’onore di presiedere ancora per diverso tempo, per 14 anni ininterrottamente). Allora, il mio sospetto che la “chiamata” del presidente della Repubblica a Roma, fu originata dal fatto che volle sentire le nostre ragioni, sui motivi della protesta che in quella giornata di settembre toccò toni aspri fino ad impedire di parlare al rappresentante di governo inviato per l’occasione: l’allora Ministro MACCANICO. …vi confesserò che ero orgoglioso di URLARE a viva voce “venduto, venduto, venduto..” in queste semplici e pur brutte parole che lanciavamo a uno dei tanti, soliti rappresentanti di Stato (avulsi al contesto e privi delle conoscenze sui fatti accaduti sul territorio). Per tutti noi, in quel momento, quell’uomo significava la presenza di uno Stato, tacito complice durante e dopo i luttuosi fatti di sangue verificatisi sul confine nord-orientale. Una patria sentita come matrigna, perché insensibile alle sofferenze delle persone. All’ingiustizia che là si compiva una carneficina, che là intere famiglie avrebbero pagato il terrore abbandonando tutto: averi, case, terreni, attività commerciali…tutto ciò che le persone possono costruirsi una generazione dopo l’altra. Uno Stato piegato più alle ragione ideologiche comuniste che vincevano su quei confini nazionali, vincevano sulla politica democristiana di De Gasperi. Il risultato fu che si diede il male, si creò il danno a gente pacifica, laboriosa, umile e semplice: gli Istriani, Fiumani, Dalmati.
MACCANICO non riuscì a parlare. Le urla “venduto, venduto, venduto..” interrompevano il suo intervento e dopo averci provato 3, forse 4 o 5 volte desistette. Un ultimo tentativo di calmierare la piazza lo fece – per dovere di ospitalità – DENIS ZIGANTE. Niente, neanche lui riuscì. MACCANICO rinunciò.
Avevamo il diritto dopo 50 anni a chiedere almeno questo? Impedire che l’ennesimo politico venisse a prenderci in giro? A chiederci di dimenticare, di rinunciare a pretendere giustizia, di rinunciare ad aspettarci un riconoscimento perlomeno morale?
Torniamo all’incontro di qualche mese dopo, in dicembre a Roma. Il presidente dell’UNIONE degli ISTRIANI di allora DENIS ZIGANTE ricordò la tragedia che tra il 1943 e gli anni successivi, anche a guerra conclusa: il ’45, ’46, 47, fino ai primi anni ’50, quando già nella penisola italiana si cominciava a godere la pace e la faticosa ricostruzione, pur sempre però fatta di speranza concreta per uomini, donne e famiglie. Ricordò che nelle Terre giuliano-dalmate si consumavano massacri gettando nelle Foibe migliaia di persone di ogni età, ogni censo, ogni etnia (nella stragrande maggioranza erano Italiani) di ogni appartenenza politica o meno. Il terrore dilagava, mia nonna paterna tenne duro qualche anno, anche dopo la morte di mio nonno Luigi ma nel 1948 non ce la fece più. Mia nonna materna resistette fino al 1952.
DENIS ZIGANTE ricordava i drammi umani e familiari..pochi minuti passarono, credo circa 7-10. Concluse dicendo che la comunità della gente lì rappresentata da 40 persone (io ne ero onorato, uno dei più giovani, avevo 35 anni-indicato dalla freccia gialla il sottoscritto, da quella rossa Oscar Luigi Scalfaro ed a fianco DENIS ZIGANTE) si aspettava dallo Stato un segno di riconoscimento che non era ancora avvenuto; seppur ci si attendeva giustizia non si desiderava mettere in prigione i carnefici responsabili delle mattanza in Istria, Fiume, Dalmazia; erano infatti ancora in libera circolazione, qualcuno di essi godeva addirittura della pensione italiana pur essendo cittadino sloveno o croato. DENIS ZIGANTE affermò che ciò che era importante che lo Stato desse un segnale, un segno di riconoscimento. C’era un aria di attesa, quasi di trepidazione…tutti attendevamo un cenno dal presidente della Repubblica (fra noi pensavamo “se ci ha convocati….intende fare un passo importante verso di noi, chissà come e cosa..”). DENIS ZIGANTE concluse il suo saluto.
SCALFARO a quel punto prese la parola.
Esordì con “ma a lei chi le l’ha dette queste cose”, i 40 rappresentanti raggelarono, ZIGANTE balbettò, sforzandosi con dignità di formulare la risposta: “ma… come presidente…sono testimonianze della nostra gente, nostre associazioni…anche la mia famiglia è parte integrante di questa comunità regionale: Istria, Fiume e Dalmazia. Nelle nostre case, nelle nostre famiglie queste cose sono note”.
SCALFARO continuò: “vede le cose non sono andate così, l’ho spiego io come sono andate veramente le cose”. Già da questo momento in poi, comprendemmo tutti il reale proposito che aveva mosso il presidente SCALFARO a questo incontro, non per comprendere le nostre ragioni, del perché era in noi così vivo un sentimento di protesta verso i passati governi sulla questione giuliano-dalmata, le sue intenzioni erano piuttosto di redarguirci, lanciare su di noi un monito, ci eravamo comportati da “cattivi ragazzacci”. Infatti ci disse che all’origine di tutto furono gli esiti della 1 a guerra mondiale con cui le Terre di Trento, Trieste (quindi l’Istria tranne Fiume) erano state incluse all’allora monca Italia Unità, sostenne che questo non sarebbe dovuto avvenire, poi il fascismo esasperò (sempre la tesi di SCALFARO) con il suo sentimento nazionale i contrasti tra gli Italiani e le popolazioni slave. Ecco come andarono le cose.
Qualcuno tra i 40 mugugnò. Brusio leggero in sala. Una voce si levò, la pasionaria MIRIAM ANDREATINI, già presidente del Comitato ANVGD di Firenze che verso il presidente della Repubblica diresse la frase “..presidente siamo Italiani due volte per nascita e scelta”. Ma SCALFARO incurante, prosegui. Nel suo discorso giustificò la violenza della pulizia etnica di migliaia di persone (circa 10.000) gettate dentro profondi pozzi naturali: le Foibe. Disse che le responsabilità erano dei passati regimi, sollevando così di ogni responsabilità (quantomeno alleggerendola) le popolazioni slave che avevamo abbracciato l’ideologia comunista, grazie al loro leader JOSIZ BROZ detto TITO, esse consideravano quell’idea politica in modo entusiasticamente, giustificavano che bisognava usare mezzi cruenti, tutti utili al raggiungimento del “paradiso in terra”, dove finalmente tutti gli uomini sarebbero sati uguali. In questa comune visione vi era una sparuta minoranza di Italiani locali che appoggiati dai connazionali guidati da TOGLIATTI operavano azioni partigiane, provenendo nottetempo dai boschi circostanti, indossando divise che portavano la STELLA ROSSA nel copricapo, seminando il panico tra la gente, imprigionando, deportando nei lager di Tito ed assassinando a loro discrezione.
A quel punto ero amareggiato…pensavo ad un gesto: alzarmi ed andarmene con un dichiarazione “Lei non è il Presidente di tutti gli Italiani”. Ma non lo feci, mi sembrava comunque poco rispettoso, comunque nel contesto istituzionale in cui ci trovavamo mi sembrava di essere maleducato, di far un torto a tanta gente più adulta di me e che prima di me tanto aveva dato alla Causa Istriana, Fiumana e Dalmata, dedicando tempo e dedizioni assolute nelle varie associazioni. Mi trattenni. Annullai il mio proposito.
All’uscita, una giornalista de “IL TEMPO” Maria Paola Gianni mi intervistò, le dissi senza esitazione ciò che avevo provato, il giorno dopo pubblico sul suo giornale la mia intervista titolandola: “SCALFARO NON E’ ILPRESIDENTE DI TUTTI GLI ITALIANI”.
Concludo questo mio resoconto con un auspicio “Che il 10 febbraio di ogni anno possa essere un BUON RICORDO, che mostri un fermo e rispettoso atteggiamento verso le vittime e sguardo ad un futuro più giusto, frutto delle speranze unite alla verità storica e sofferenze umane passate”.
18:05 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in A.D.Es., Incontri con PERSONALITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/02/2011
candidato sindaco di Bologna MEROLA e la sua STELLA ROSSA
La "STELLA ROSSA" usata nel sito del candidato sindaco di Bologna crea in me un senso di inquietudine.
Se navigate sul Blog del candidato sindaco di Bologna di SINISTRA, Viriginio Merola (http://www.virginiomerolasindaco.it/about/) troverete l'immagine che vi allego sotto.
- come è possibile che nel 2011 una persona che si definisce "democratica" faccia riferimento ancora alla STELLA ROSSA, tipica icona comunista? (allora Berlusconi non esagera quando parla di "comunisti"?!?)
- il curriculum dello stesso presenta una grave "macchia": quello di essere stato assessore della giunta COFFERATI, può essere questo segno di INNOVAZIONE POLITICA per la città di Bologna ed i suoi cittadini?
- la sua specialità è l'URBANISTICA, dopo 5 anni indisturbati (senza un'opposizione forte in consiglio comunale) poteva fare molto di più per la città, le sue strade, i suoi bus..insomma per la viabilità in genere.
In conclusione: siamo certi che questo è il miglior candidato sindaco per la città????
..[aggiornamento del 7 febb.ore 13.00] ieri mattina, 6 febbraio, attorno alle 10.30 ho postato sul Blog di VIRGINIO MEROLA le seguenti domande che mi sono state cancellate. Sempre ieri alle 18.30 le ho ricaricate…vedremo se riponderà
1) come mai per lei è così importante fare una MOSCHEA a Bologna?
2)quali politiche urbanistiche intende realizzare se vincesse?…il CIVIS?
3)ci avviciniamo al GIORNO DEL RICORDO (10 febbraio ’47)? L’amministrazione Cofferati pose una targa in proposito al 1° binario, cosa ne pensa?
11:33 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in COMUNISMO et simila | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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16/11/2010
IMOLA, contro lo strapotere SINISTRO
Vi dirò che ho appreso questa notizia con soddisfazione, finalmente dopo ben 65 anni in provincia di Bologna, nell'imolese, <span>c'è la voglia di dire BASTA</span>. Le minoranze al circondario del 10 comuni imolesi, formate da tutto meno che dal PARTITO DEMOCRATICO, hanno superato ogni umano e politico senso di sopportazione.
Le minoranze hanno detto BASTA allo strapotere "sinistro" che imperversava inditurbato. Pensate che sia normale amministrare per 65 anni ininterrottamente? pensate che sia sana una cosa del genere? che non si inneschino logiche inaccettabili?
<span>Come può essere DEMOCRAZIA laddove non vi è alternanza</span>....penso davvero che con questa iniziativa, cioé la convocazione degli stati generali delle minoranze, E' COME SI FOSSE DETTO BASTA a gran voce!!
BASTA per cominciare una NUOVA e VERA FASE POLITICA!
Uomini e Donne del PD è ora di andare a casa, avete perso ogni sana e buona energia....fate largo alle NUOVE persone e NUOVE POLITICHE, la gente ne ha davvero bisogno.
00:01 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in Lega Nord, Lista CIVICA "Uniti per Cambiare", Riccardo Mondini, Simonetta Mingazzini, U.C.D.(unione centro destra)-città di Imola | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/11/2010
DOZZA (Bologna),la giovane consigliera SILVIA BENDANTI si dimette!
9 novembre 2010
Ho avuto il grande piacere di conoscere un'imprenditrice giovane come SILVIA BENDANTI e mi amareggia leggere stasera che sia stata portata a giungere alla decisione di consegnare nelle mani del sindaco di Dozza le sue dimissioni come vice-presidente del Consiglio comunale. Se qualcuno ne avesse avuto bisogno, questa è l'ennesima prova di come la sinistra dove amministra soffoca ogni spazio di libertà, ogni richiesta seppur minima, che non provenga dalla sua fazione partitica. Così facendo distrugge le speranze delle nuove generazioni che si affacciano alla gestione della "cosa pubblica" quale nobile e più alto impegno verso gli altri.VERGOGNA dovrebbe provare il compagno-sindaco Borghi che, oggi, nel 2010 è stata capace in provincia di Bologna ad erigere un muro che tutti credevamo caduto: quelle della cieca gestione del potere come "cosa propria" e non come valore assoluto a disposizione di tutti, davvero tutti cittadini. Mi appello a quei giovani consiglieri che devono dare un segnale forte. In gioco non c'è o meno se solidarizzare con le pur giuste e sacrosante ragioni della Bendanti ma il futuro del proprio paese, che può e deve essere costruito solo dal coraggio ed onestà degli Uomini e Donne che lo vorranno.
SILVIA BENDANTI (Lista civica Uniti per cambiare) SI DIMETTE DALLA VICEPRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE
"La carica di vicepresidente del consiglio comunale la rimetto senza alcuna esitazione" - dichiara Silvia Bendanti - e segue la scia delle dimissioni del presidente del consiglio comunale eletto dalla maggioranza di centrosinistra.
"Se perfino il presidente Franceschelli, si dimette dalla sua carica, che a differenza di quella mia è perfino pagata con indennità mensile di 132 euro (anche per i mesi in cui non c'è nessuna convocazione di consiglio) oltre ai rimborsi per le giornate di assenza al datore di lavoro, significa proprio che il Sindaco dozzese è capace di demotivare e mortificare qualsiasi giovane che con impegno e serietà si voglia avvicinare alla politica."
La decisione covava da tempo poichè "nei pochi consigli comunali a cui ho preso parte ho potuto constatare un clima di totale chiusura e indisponibilità nei confronti della minoranza e di tutte le proposte e osservazioni che come Lista Civica abbiamo presentato." e chiede la Bendanti "Possibile che non ci fosse nulla di condivisibile e che dovesse tutto essere respinto a priori?
La maggioranza di centrosinistra ci ha perfino bocciato una proposta di emendamento che voleva consentire agli anziani che gestiscono gli orti di usare, per la costruzione delle serre, materiali 'similari' e non 'identici' a quelli prescritti. Vale a dire che con la nostra proposta un anziano avrebbe potuto utilizzare telone o telai già a disposizione, piuttosto che essere obbligato ad acquistarne di nuovi. "Se con sindaco e consiglieri di tale maggioranza non si riesce a ragionare nemmeno su un telone per le serre degli orti, capite bene che qualsiasi dialogo o confronto è impensabile." La chiusura è totale - prosegue la ex vicepresidente - e la si percepisce ancor prima dei formalismi, ancor prima di quanto sta scritto sugli atti e le delibere, dagli atteggiamenti, dalla diffidenza e circospezione ogni volta che qualcuno del gruppo si reca in Comune.
Sto anche valutando le dimissioni dalla carica di consigliere comunale e, se ho temporeggiato, è solo per rispetto degli elettori, poichè sono francamente delusa da un Sindaco che di fronte ad ogni intervento della minoranza risponde, come un disco rotto, "abbiamo vinto le elezioni e quindi abbiamo mandato per decidere".
Avrei almeno apprezzato se fosse stata approvata a suo tempo la proposta di mandare in diretta on line le riprese dei consigli comunali, come già in altri comuni avviene. La maggioranza aveva rigettato anche questa proposta che invece avrebbe potuto dimostrare quanto descritto.
Non sono personalmente più disponibile a sentire il ritornello del sindaco - ed a quanto pare non lo è più neanche Franceschelli - e lascio volentieri il sindaco Borghi a gestire le pure formalità del 'suo' demotivante consiglio, in attesa di conoscere il prossimo presidente del consiglio gradito al PD.
Silvia Bendanti
consigliere comunale
Lista Civica Uniti per cambiare
00:04 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in Lista CIVICA "Uniti per Cambiare", Lista NUOVA SINISTRA(di Dozza)-Antonio Borghi, Simonetta Mingazzini | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/10/2010
SINISTRA nel bolognese (E NON SOLO): politica schizofrenica
Ecco cosa combina la SINISTRA BOLOGNESE: sfavorisce i suoi cittadini avvantaggiando i Rom! Vi pare mai una cosa ammissibile?? Oggi 28 ottobre sul quotidiano L'INFORMAZIONE è apparsa la notizia che vi riporto sotto. Spesso ho ripetuto questo esempio: io ho due figli, uno di 11 anni ed una di 16; è come se dicessi loro "ragazzi smettiamo di mangiare 2 volte al giorno, limitiamoci ad 1 volta sola, perché devo dare parte del mio stipendio ai Rom accampati". VI SEMBRA MAI POSSIBILE?
Bene ha fatto il giovane consigliere Mirko Pedica di Casalecchio a denunciare questa SCHIZOFRENICA politica (come altro potremo definirla?) con la quale la sinistra ormai da decenni sta molestando noi cittadini (di vere e proprie MOLESTIE si parla) : NON NE POSSIAMO PIU'! Sono bolognese d'azione da circa 30 anni e come tale mi sento in diritto-dovere di rimproverare i miei cari concittadini. Mi spiego meglio. Dopo oltre 60 anni di amministrazione "rosse" è ora che i bolognesi FACCIANO UN "MEA CULPA" e riconoscano che abbiamo toccato il fondo con le ultime amministrazioni Vitali-Cofferati-Del Bono, superato il limite della decenza che sarebbe malauguratamente confermato se dalla prossime urne di primavera uscisse ancora, per l'ennesima volta un sindaco di sinistra! Basta! E' giunto il momento di dare spazio e forza ad una nuova politica che sappia governare meglio la città di Bologna.
Vi dico la mia: l'esperienza "guazzalochiana" è stata un fallimento, così come rischia di fallire qualsiasi altro simil esperimento "CIVICO" da laboratorio. C'è bisogno di un Sindaco forte, e per esserlo deve poter essere collegato alla classe dirigente politica nazionale. Un Sindaco che conosca bene Bologna e che non sia di sinistra. Penso ad un sindaco promosso dalla LEGA, l'unico davvero che potrebbe dare una svolta assieme al supporto degli alleati del PdL e del centro-destra in genere.
Pietro Luigi Crasti
13:22 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, ARTICOLI dalla STAMPA, Lega Nord | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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16/10/2010
Fertilia e Maristella: l’Istria trapiantata in terra sarda

Fertilia e Maristella: l’Istria trapiantata in terra sarda
“Riparlare FRATERNAMENTE” degli Istriani di Fertilia e Maristella d’Alghero credo sia un positivo sentimento che a noi non è mai mancato. Nacqui 15 anni dopo l’arrivo di Don Francesco, l’eroica guida non solo spirituale (era il parrocco del paese) ma umana della comunità profuga che nella terra sarda nel 1947 approdava. Il giornalista Coslovich, nell’articolo di luglio, riporta come un cronista deve fare le parole di una degli Istriani, una tra le persone più note. Parole vere, parole sincere che fuoriescono da ferite appena assopite dai trascorsi 60 anni. Non bisogna aver paura della verità, come non bisogna aver timore di ciò che le labbra della nostra gente pronunciano. Il rispetto deve essere massimo verso coloro che per davvero vissero quei tragici momenti della storia. Un rispetto senza ma e senza se…pena un “rispetto” che sarebbe fasullo. E’ condivisibile che il prof. Mura voglia placare eventuali spunti polemici, credo però che non bisogna temere se le persone, vittime di una storia ingiusta, sentano il desiderio di esprimersi. Fertilia è il paese che mi ha dato la luce, nel quale ho colto i suoni del dialetto istriano, dove ho mosso i primi passi e le prime amicizie, dove ho conosciuto il meraviglioso mare ed i profumi sardi. Permetteteci di “riparlare fraternamente” con coloro che in effetti ci videro come estranei, come intrusi di una realtà, il tempo poi ha fatto ammorbidire simili istintività, in tanti si sposarono con la fiera gente sarda. Ma permetteteci di riflettere tra noi e con voi. Non sapete ciò che esattamente abbiamo subito, non comprenderete fino in fondo il dolore e le lacerazioni intime che ci hanno travagliato. Sono nostre, sono intime, nostre e solo nostre. Lasciate anche noi la fierezza delle nostre origini. Non toglietici l’orgoglio della nostra appartenenza culturale. Dopo 18 anni di girovagare in Sardegna, da 30 anni vivo in quel “continente” che è sempre Italia, la Patria che i nostri genitori, i nostri nonni scelsero con sofferenza per ben due volte: per nascita ed opzione di vita. Il livore è l’unico abbaglio notato in noi, livore che invece non ci appartiene, tutti conoscono ed apprezzano la nostra pacificità d’animo, la nostra laboriosità, il silenzioso ed umile lavoro che abbiamo svolto nel dissodamento delle terre e che ognuno nel nostro continuiamo a svolgere. Non sento il bisogno di essere compatito ma semmai, mediante un “riparlare fraterno”, vorrei essere capito. Ho un sogno nel cassetto: che la condivisione del passato avvenga attraverso un amorevole innesto del presente per progettare un futuro dove Fertilia possa divenire quell’istituzione comunale di cultura giuliano-dalmata, ospitata in terra sarda, avendo a rappresentanza dei suoi cittadini finalmente un sindaco di origine istriana. Ecco che allora, solo allora, quella targa sulla rotonda che guarda il Golfo di Alghero diventerebbe realtà e meraviglioso esempio di Armonizzazione tra gli uomini. Concludo con una accorata raccomandazione. Non dite che “l’Italia ci ha accolto”! Non siamo estranei a questa che per noi è la nostra unica Patria: eravamo, siamo e saremo per sempre Italiani d’ Istria, Fiume, Dalmazia!
Pietro Luigi Crasti (Visintini)
..ecco cosa ha risposto LORENA CALEBOTTA subito dopo il mio scritto, figlia di EDDA SBISA' (l'istriana che h a rilasciato l'intervista a IL PICCOLO di Trieste) sulla mia bacheca di FACEBBOOK:http://www.facebook.com/profile.php?id=100001204393920#!/...
"per questo articolo sul piccolo se sta una mezza baruffa il Mura e ilDario voleva che Edda firmasse una lettera scritta da lori per dir che non la gaveva ditto quelle frasi ma naturalmente mammma ga risp...osto che la se sempre disponibile per dir sempre quel che la pensa non bugie per far bella figura!!e la se ga rifiutà de firmar e lori ga lostesso fatto l'articolo dopo che i ga dà la lettera a tutta fertilia disendo che edda ga offeso tutti! mamma non ga avudo ne casa ne il negozio con la legge dei profughi oggi paghemo un affitto de €1300,00 e ancora non se parla de vender mentre qualchedun che parla ga avudo terren casa scivolo per andar in pension e fino a ieri non iera gnanche profugo o perlomeno el se scondeva!?"
di seguito l'articolo di riferimento (gli articoli che seguono sono tratti dall'archivio online del quotidiano IL PICCOLO di TRIESTE):
«Fertilia, riserva indiana istro-dalmata ancora piena di dolore e livore»
il Piccolo — 18 luglio 2009 pagina 20 sezione: TRIESTE
«Qui nel 1947 la Sardegna accolse fraterna gli esuli dell’Istria di Fiume e della Dalmazia»: suona sarcastica l’iscrizione riportata sulla colonna del leone di S. Marco che campeggia sul lungomare di Fertilia. La ex colonia fascista del 1939 è ancor oggi una «riserva indiana» per i pochi sopravvissuti istro-dalmati che hanno dovuto abbandonare le «terre redente» nel lontano dopoguerra. Il rapporto tra il microcosmo istro-dalmato e la vicina Alghero non sembra essere dei più idilliaci. La minoranza catalana di Alghero, di lunga e consolidata tradizione, gode di un prestigio e di un fascino che l’enclave istriana se lo sogna. Ho incontrato, chiusa nel suo ristorante pasticceria di via Pola, la signora Edda Sbisà. Arrivata a Fertilia nel lontano 1947, sembra essere sbarcata in Sardegna il giorno prima. Ricorda la sua Orsera in Istria come fosse ieri e lungo le pareti della sala da pranzo non trovi che foto e carte geografiche dell’Istria e della Dalmazia. Afferma che nessuno li ha mai veramente accettati in Sardegna, né lo stato li ha mai veramente aiutati. Sua figlia, nata a Fertilia, parla ancora il dialetto istro-veneto e lamenta che suo figlio, scendendo dal pullman, dopo una gita scolastica, è stato apostrofato da un insegnante come «un zingano». Luciano, zaratino, mi dice che non ha mai più messo piede in Dalmazia dopo la fuga, ma fino a pochi anni fa alcuni di loro organizzavano dei brevi tour di tre, quattro giorni, per rivedere i lontani paesi di origine. Un mix di nostalgia, di orgoglio, di vittimismo, pervade le anime di questi miei fratelli lontani. Io che sono istriano, che parlo la loro «lingua», che ho abbandonato l’Istria nel 1955, stento a riconoscermi nel loro livore. Nello stesso tempo li capisco e li compatisco. Penso che sia doloroso vedere ogni sera calare il sole sul mare e pensare che quel tramonto tocca la sponda adriatica alle loro spalle, troppo lontana per essere raggiunta anche solo con il pensiero. Penso che questo dolore risentito, andrebbe elaborato, come si fa per un lutto; penso che non è bastato dare le case e il lavoro ai nostri antichi profughi, ma che bisognerebbe offrir loro un’occasione culturale, uno spazio pubblico per manifestare ciò che sentono. Per troppo tempo sono stati vittime della retorica, citati in ogni discorso ufficiale, spesso preda del patriottismo reboante della destra. Ripercorrendo le vie geometriche della ex colonia fascista, tra via Fiume, Pola, Cherso, Parenzo, Rovigno, Istria…, mi sono sentito a casa, ma come in un sogno un po’ angosciante ho rivisto i campi profughi di un tempo sparsi per tutta l’Italia. Ho rivisto mio padre che a quarant’anni ha ricominciato da zero, lavorando come «un negro», ingegnandosi a fare l’orologiaio, l’elettricista, il carpentiere in ferro ecc. Ho pensato alla fierezza e alla laboriosità della mia gente, così simile a quella sarda. Ho pensato che dei tre sono stato l’unico figlio che ha studiato grazie all’Italia che ci ha accolto. Ma tutto questo ancora non basta perché bisogna incominciare a riparlane, «fraternamente», come sta scritto sulla colonna del leone di San Marco di Fertilia. Marco Coslovich
1 a risposta:
«La città di Fertilia è un esempio dell'integrazione dei giuliano-dalmati»
il Piccolo — 05 agosto 2009 pagina 20 sezione: TRIESTE
L’articolo apparso sul Piccolo il 18.7, pagina 20, a firma di Marco Coslovich, ha creato più di un malumore tra gli abitanti di Fertilia. A leggere alcuni passi del testo come «Il rapporto tra il microcosmo istro-dalmato e la vicina Alghero non sembra dei più idilliaci», «Un mix di nostalgia, di orgoglio, di vittimismo pervade le anime di questi miei fratelli lontani», e ancora «... stento a riconoscermi nel loro livore», sembra che l’autore, reduce da una recente visita alla borgata algherese, sia stato turbato dall’eco di alcune parole, dette da un paio di intervistati, che hanno scomodato nel suo vissuto qualche irrequieto fantasma. È forse il caso di ricordare che l’attaccamento alle proprie radici dona senso all’esistenza di ciascuno e si manifesta con sentimenti forti e nobili come l’amore per la propria famiglia e la propria terra; non vedo quindi cosa si possa rimproverare a una delle persone intervistate, che ricorda la sua Orsera, lasciata forzatamente nel ’47, come se fosse ieri e che ama circondarsi di foto dell’Istria e della Dalmazia; pur se la stragrande maggioranza degli esuli che abitano a Fertilia non condivide quanto la stessa avrebbe dichiarato nei confronti dello Stato e dei cittadini di Alghero. Non è affatto vero, infatti, che i rapporti tra gli esuli giuliano-dalmati e i sardi e i ferraresi della borgata non siano buoni; sono invece sicuro di poter affermare il contrario. Penso che una più attenta osservazione del contesto avrebbe consentito al signor Coslovich di dare dei giudizi meno approssimativi su Fertilia che rappresenta un mirabile esempio d’integrazione e di serena convivenza tra etnie diverse: i colori ferraresi che bonificarono quella porzione della Nurra, gli algheresi, gli istriani e altri profughi che hanno dato impulso alla viticoltura, alla pesca e al turismo e col loro lavoro hanno contribuito a rendere la Riviera del corallo e il territorio circostante uno dei posti più affascinanti e ospitali della Sardegna. prof. Fabio Mura presidente dell’Ente giuliano di Sardegna
2 a risposta:
Profughi a Fertilia
il Piccolo — 09 settembre 2009 pagina 20 sezione: TRIESTE
Sono rimasta dolorosamente colpita e amareggiata nel leggere la lettera del signor Coslovich pubblicata sul «Piccolo» del 18 luglio: non capisco tanto rancore e livore nei confronti della «nostra gente» approdata a Fertilia nel 1947. Lui è venuto in Italia nel 1955 quando ormai era incominciata la ripresa e la ricostruzione; fosse venuto o meglio scappato come noi dal terrore delle foibe nel 1947 e prima ancora, abbandonando tutto, casa, lavoro, scuola, avrebbe trovato un’Italia semidistruttua dove regnava miseria e disoccupazione e noi che arrivavamo a frotte eravamo accolti dalla popolazione né più né meno degli extracomunitari d’oggi e come dargli torto quando a loro mancava anche il pane! Fertilia era allora un paese pressoché disabitato e brullo, basta guardarsi il «video» ormai divenuto storico, dell’arrivo di don Francesco Dapiran con un gruppo di giovani ardimentosi mandato in perlustrazione del posto che avrebbe dovuto accogliere i primi profughi istriani: un deserto! Arrivati in seguito, armati di buona volontà e tanta forza d’animo, si rimboccarono le maniche e si inventarono un lavoro perché Fertilia, oltre alla chiesa ancora da ultimare, la scuola, la caserma dei carabinieri e l’asilo delle suore, non offriva altro; niente negozi, nessun posto di lavoro! Hanno sgobbato a stradicare palme nane dalla terra secca per piantare qualcosa! Se Fertilia è oggi la ridente e accogliente cittadina che tutti conosciamo e amiamo è anche merito della «nostra gente» che per il carattere cordiale s’è ben amalgamata con la popolazione algherese, altro che «riserva indiana»! Al bar ristorante di Edda Sbisà entrano tutti non solo per l’ottima cucina ma per la spontaneità e cordialità di Edda! Nerina Milia
17:07 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, Istriani, Fiumani, Dalmati | Link permanente | Commenti (6) | Segnala
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12/10/2010
CEVENINI?..per la 1a (e ultima volta) SONO D'ACCORDO con la CGIL!!
15:10 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni, ARTICOLI dalla STAMPA, opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/10/2010
BOLOGNA: la bella città che vorrei….
Era il luglio di 30 anni fa quando arrivai a Bologna: 1980. Diciotto anni prima ero nato, ed avevo lì trascorsi i mie primi anni nell’azzurro mare di Sardegna (estati lunghe di 3-4 mesi l’anno!..).Arrivai solo con mio padre, avevamo anticipato il resto della famiglia (madre, sorella e fratello minori) di qualche settimana. Non conoscevo nessuno e passavo il mio tempo tra, la nuova casa – in via Galliera 34: centro storico che più centro non si può – e fuori, girando a caso per la città.
Entrai immediatamente in un bellissimo gruppo di Amici, i migliori fino a quel momento incontrati. Giovani semplici, con voglia di vivere, ridere, scherzare e giocare. Bologna mi appariva sì, come una grande città, più perché era sulla bocca di tutti che per quello che la percepivo, cioè mi sembrava un paesello di provincia dove giravi e ti sentivi sempre a casa, dove conoscersi ed incontrarsi era la cosa più naturale di questo mondo. Timori per la sicurezza? Nessuno…Pericoli di delinquenza? Idem….Sporcizia?neanche l’ombra…”voglia di fare” da parte della gente?TANTA!! In quel periodo incontrai intraprendenza, convinzione, grinta, entusiasmo. I caratteri giusti per una comunità ORGOLIOSA DI SE’ e con voglia di fare.
Abbandonai il centro nel 1990, causa ulteriori trasferimenti, cominciando a vivere questa volta nella provincia di Bologna, anche se in quello stesso anno, ad inizio estate fui assunto in aeroporto – dove lavoro tutt’ora -così non perdevo perciò il cordone ombellicale con la città.
La politica mi ha portato di recente a stringere ancor più nell’intimità il rapporto con la città. Ripasseggiandola sotto i portici, riguardandola nei momenti fugaci che ti appaiono agli occhi: le persone, gli autobus, gli stranieri, i nuovi negozi ma….ma…
…MA qualcosa, più che qualcosa è cambiato. Saranno mie impressioni, sensazioni vane ma voglio condividerle con voi che mi leggete per verificare nei vostri commenti se possono trovare qualche e più elemento di riscontro o meno. Tornando con gli amici, a volte alle prime luci dell’alba, notavo gli spazzini attrezzati che lavavano e spazzavano la città, mi sembrava di osservare una donna già bella a cui i parrucchieri, le estetiste la aiutavano a valorizzare la propria bellezza agghindandosi per nuovi e gioiosi momenti che di lì a poco avrebbe trascorso con i suoi cittadini….l’inizio di giornata. Mattina…il fornaio, il salumerie che di prima mattina servono le massaie, efficienti chiacchieroni felici….gli intrattenimenti giornalieri di svago – serali e non solo – così diversi e numerosi fino all’imbarazzo della scelta…ma, soprattutto lo spirito di intraprendenza, la voglia di fare che percepivo in ognidove, spirito molto diverso da quello che ebbi occasione di confrontare con la gente della terra in cui ero nato: gente ospitale e seria, cordiale con misura ma molto riservata e chiusa.
OGGI che succede a Bologna? Mi sembra una città anziana, stanca di cose nuove, di ritmi che più facilmente i giovani sanno portare ed insegnare. Mentre però il paragone con le persone non ci sta perché un uomo o donna che siano hanno tutto il diritto in tarda età di ridurre e ritirarsi a vite più lente e rilassanti, per una città che VIVE, che RESPIRA, che mostra un CUORE ed un ANIMA non può essere accettabile che essa venga spinta verso la rassegnazione, verso il nulla,verso lo stare fermi..aspettando e aspettando ancora.
Ecco perché sono attivo in politica, e lo vorrei essere ancora di più. Per AIUTARE a dare assieme ad altri Amici, a questa città, stimoli, inviti, energie.. grazie alle quali possa riprendere il suo antico percorso dell’esistenza, per farlo avrà bisogno soprattutto dei giovani e giovanissimi guidati anche da uomini e donne la cui l’esperienza non manca.
Dobbiamo gettar via almeno quegli ultimi anni improduttivi, dove alla “bella signora Bologna” è stato fatto obbligo di convivere con primi cittadini vuoti di idee e ricchi di ideologismi superati dalla storia, pieni solo di presunzione, gravemente lacunosi di fatti concreti se non addirittura disonesti nell’uso del denaro pubblico, fino a subire un forzoso commissariamento. La bella Bologna deve uscire da questa umiliazione, riprendendo coscienza di se e delle sue fortissime potenzialità. Lo dovrà fare presto, già nella prossima occasione delle elezioni comunali…il cambiamento politico è necessario ed urgente se non si vuole una città il cui stato di rassegnazione ed immobilismo diventi irreversibile.
00:44 Scritto da: plcrasti (Webmaster) in ..MIE riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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